Impariamo a celebrare

 

Chissà quante volte hai sentito la parola “celebrare” e, probabilmente, l' hai sempre associata ad una funzione religiosa: la Messa, la confessione, il Battesimo o altro. Celebrare vuol dire: commemorare, esaltare, glorificare, festeggiare qualcuno o una ricorrenza speciale. Quando celebriamo il Signore, vuol dire che lo ricordiamo, lo esaltiamo, gli rendiamo l'onore e la gloria che merita perché ha sofferto in battaglia al posto nostro e ci ha salvato la vita.

Gesù ha vinto la guerra contro ogni male che avrebbe potuto colpirci. Se siamo persone davvero in gamba, non possiamo non dirgli grazie, non possiamo evitare di festeggiarlo. Quando celebriamo, allora, compiamo un gesto, un'azione importante che merita tutta la nostra attenzione, tutta la nostra cura.

  1. La celebrazione è un'azione comunitaria. Da soli non si può celebrare; al massimo si possono fare dei gesti carichi di significato particolare, vale a dire dei riti. Ma celebrare, si celebra assieme.E' sempre un gruppo di persone che compie una celebrazione. Ed è, questo, un elemento importante: perché aiuta a rinsaldare il vincolo di appartenenza al gruppo, consente di sentirci e di manífestarci come comunità.

  2. Il soggetto celebrante è sempre la chiesa, l'assemblea riunita dall'amore dei Padre. Ed è una comunità articolata in ministeri, dove tutti sono responsabilmente attivi: c'è chi presiede, chi accoglie, chi legge, chi canta...

  3. Il «perché» si celebra non è solo un valore umano, ma un dono che proviene da Dio, una Parola che rischiara e trasforma il senso ultimo della nostra vita. Il contenuto della celebrazione è un evento: il Cristo morto e risorto, il mistero pasquale, la storia umana salvata dal peccato e dalla morte, l'alleanza nuova che esige risposta e contraccambio.

  4. Il «come» si celebra è caratterizzato da gesti, parole, abiti, atteggiamenti di gioia per la presenza del Risorto.

  5. L'esito della celebrazione è la vita nuova, che è conversione all'Amore e impegno a costruire il regno di Dio dentro la storia, nell'attesa del suo definitivo compimento. Dopo aver scoperto che Cristo mi salva, non posso non celebrare il suo incontro di salvezza con coloro assieme ai quali ho fatto questa scoperta.