Lettera di Giovanni Paolo II

ai Sacerdoti in occasione del Giovedì Santo 2004

 

Nella lettera che il Papa scrive ogni anno ai sacerdoti; in occasione della messa del crisma e quindi nella rinnovo delle promesse sacerdotali, nel giorno in cui Gesù, durante l'ultima cena ha istituito il sacerdozio; ha dedicato un intero paragrafo, il sesto, ai ministranti, lo riportiamo di seguito:

 

6. Proprio in questa luce, cari Fratelli sacerdoti, privilegiate, accanto ad altre iniziative, la cura dei ministranti, che costituiscono come un «vivaio» di vocazioni sacerdotali. Il gruppo di ministranti, ben seguito da voi all'interno della comunità parrocchiale, può percorrere un valido cammino di crescita cristiana, quasi formando una sorta di pre-seminario. Educate la parrocchia, famiglia di famiglie, a vedere nei ministranti i suoi figli, come «virgulti intorno alla mensa» di Cristo, Pane di vita (cfr Sal 128 [127], 3).

Avvalendovi della collaborazione delle famiglie più sensibili e dei catechisti, seguite con premurosa sollecitudine il gruppo dei ministranti perché, attraverso il servizio all'altare, ciascuno di essi impari ad amare sempre più il Signore Gesù, lo riconosca realmente presente nell'Eucaristia, gusti la bellezza della liturgia. Tutte le iniziative per i ministranti organizzate a livello diocesano o di zone pastorali vanno promosse e incoraggiate, sempre tenendo conto delle diverse fasce di età. Negli anni di ministero episcopale a Cracovia ho potuto rilevare quanto proficuo sia dedicarsi alla loro formazione umana, spirituale e liturgica. Quando fanciulli e adolescenti svolgono il servizio all'altare con gioia ed entusiasmo, offrono ai loro coetanei un'eloquente testimonianza dell'importanza e della bellezza dell'Eucaristia. Grazie alla spiccata sensibilità immaginativa, che contraddistingue la loro età, e con le spiegazioni e l'esempio dei sacerdoti e dei compagni più grandi, anche i più piccoli possono crescere nella fede e appassionarsi alle realtà spirituali.

Ed infine, non dimenticate che i primi «apostoli» di Gesù Sommo Sacerdote siete voi: la vostra testimonianza conta più di qualunque altro mezzo e sussidio. Nella regolarità delle celebrazioni domenicali e feriali, i ministranti incontrano voi, nelle vostre mani vedono «farsi» l'Eucaristia, sul vostro volto leggono il riflesso del Mistero, nel vostro cuore intuiscono la chiamata di un amore più grande. Siate per loro padri, maestri e testimoni di pietà eucaristica e di santità di vita!