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Questa sussidio si presenta in tre schede in cui vengono descritti i modi in cui il Signore ci chiama. Ogni scheda ha delle domande che possono servire come spunto di riflessione per un dialogo con i ragazzi.
SCHEDA 1 Gesù ci chiama per nome
Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: "Seguitemi, vi farò pescatori di uomini" . Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono (Mt 4, 18 22).
Duemila anni fa Gesù ha chiamato gli apostoli e loro hanno lasciato tutto e lo hanno seguito; oggi Gesù continua a chiamare i suoi apostoli e questi apostoli siamo noi. Gesù ci chiama per nome e sta a noi saper rispondere: così è avvenuto quando sei entrato a far parte del gruppo dei ministranti, così accade quando ci si sposa o si diventa sacerdoti. Contrariamente a quanto si crede, la vocazione non è un'esclusiva dei sacerdoti; Gesù chiama tutti! Chi in un modo chi in un altro, ma tutti. Il nostro compito è quello di ascoltare il Signore, ascoltarlo veramente, con il cuore. Però il Signore non si serve di un grillo parlante che ci viene sulla spalla e ci dice quello che è giusto e quello che è sbagliato. Il signore parla al nostro cuore, ci fa capire cosa vuole da noi e qual è la strada che dobbiamo seguire e ce lo fa capire tramite piccoli segni: una parola del nostro sacerdote, un consiglio dei nostri genitori, una battuta degli amici; sono piccole cose di cui si serve il Signore per gettare un seme che sta a noi trasformare in albero. Capiamo che stiamo facendo quello che il Signore ci ha chiesto quando non agiamo per forzatura ma perché la strada che abbiamo intrapreso ci rende felici e riempie la nostra vita. Ad un certo punto arriviamo ad un bivio: dobbiamo scegliere da che parte andare, seguire quello che ci chiede il Signore, non è facile. Non sempre la strada più facile è quella che ci porta al Signore, spesso si incontrano delle difficoltà che ci sembrano insuperabili, ma, quando troviamo la forza per superarle, ci accorgiamo che stiamo facendo la cosa più giusta per noi.
RIFLESSIONI1. Quando devi fare una scelta, come capisci qual é la cosa migliore? 2. Perché hai scelto di essere ministrante? Durante questi anni in cui lo sei stato, hai sentito di compiere quello che il Signore ti chiedeva? 3. Pensi che sia giusto lasciare tutto per seguire il Signore? 4. Quali persone ti aiutano a capire qual é la tua strada? 5. Come affronti le difficoltà che incontri nel tuo cammino? Chi ti dà la forza di superarle?
SCHEDA 2 La chiamata al matrimonio
Forse non ci si presta molta attenzione, ma anche il formare una coppia e dare origine ad una nuova famiglia è una chiamata, una chiamata dal Signore; fin dall'inizio della Bibbia ci è indicata questa strada nei versi "L'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla donna e i due formeranno una carne sola" (Genesi 2, 24). Certo, questo non è proprio quello che si va a pensare quando scopriamo che una persona ci piace in maniera speciale e facciamo di tutto per incontrarla e alla fine "metterci insieme": ciò che percepiamo sono piuttosto forti emozioni e bei sentimenti. Ed è naturale che sia così. Quando, però, non si tratta soltanto di una "cotta" e due persone si dicono di amarsi veramente, allora il loro rapporto non riguarda più solo loro due, ma coinvolge Dio, che con il suo amore sostiene quello della coppia e la famiglia che formerà. Quella al matrimonio è una chiamata che caratterizza fortemente una vita e merita di essere ascoltata e seguita con un'adesione totale perché porta al dono pieno di sé alla persona amata: un dono che dev'essere incondizionato. Per arrivare a tanto nessun uomo o donna è capace di farcela da solo, ma il Signore aiuta coloro che chiama su questa strada, li aiuta a superare qualsiasi difficoltà, e nel superamento anche i1 loro amore cresce. Si tratta di una chiamata apparentemente facile da riconoscere, ma ci vuole grande attenzione per capire quando c'è davvero. Chi la sente deve seguire quanto richiede se vuole rispondere e accettarla. Innanzi tutto serve una trasformazione del tipo di rapporto con l'altra persona: non più solo ricerca di felicità per se stessi nello stare con l’altra persona; ma desiderio di far felice l’altra persona donandole se stessi. E' una chiamata che si rinnova ogni giorno, che si sviluppa per tutta la vita e che richiede di vivere le tappe del percorso una per volta, senza avere fretta, così che ciascuna possa compiersi al meglio. E' un po' come una strada lunga e a volte faticosa, da cui però si ha un panorama bellissimo se si alza lo sguardo da terra; se si prendono scorciatoie si perde tutto il bello del cammino.
RIFLESSIONI 1. Come fai a sapere qual è la persona giusta per te? 2. Credi sia giusto che due persone che si amano veramente debbano essere una cosa sola e vivere l'una per l'altra? 3. Come pensi che ci si dedichi completamente ad un'altra persona? Cosa bisogna fare?
SCHEDA 3La chiamata al sacerdozio
La richiesta più grande che il Signore fa ad una persona è la vocazione alla vita consacrata. Chi diventa sacerdote, oltre a rinunciare a molte cose, è chiamato a donare la propria vita al Signore e a tutto il popolo. Chi si sposa, decide di dedicare la propria vita alla persona che ama e, se ci saranno, ai figli; chi diventa sacerdote, dedica la propria vita al Signore e poiché il Signore ama più di ogni altro il suo popolo, cioè noi, chi diventa sacerdote dedica la sua vita a noi. Il sacerdote, infatti, non può limitarsi ad amare e servire chi gli sta vicino, chi gli vuole bene, insomma i suoi amici; il sacerdote deve amare e servire anche gli altri, quelli che non vorrebbe conoscere, quelli che non gli sono amici. Il Signore ha chiesto a noi di amare i nostri nemici; un sacerdote non solo li deve amare, ma li deve servire. Servire non vuol dire diventare schiavo di qualcuno, fare quello che lui non ha voglia di fare, servire vuol dire dedicarsi a qualcuno ed è quello che fanno i sacerdoti con noi: ci ascoltano, ci aiutano nelle difficoltà, ci danno un consiglio; insomma ci dedicano il loro tempo. La chiamata alla vita consacrata è molto particolare: mentre ci accorgiamo di volerci sposare quando vogliamo bene ad una persona più di ogni altra cosa al mondo, è proprio il Signore a chiamarci a donargli la nostra vita quando ci vuole consacrati a lui. Questo avviene attraverso vari segni (come dicevamo prima, non esistono i grilli parlanti) e spesso questi segni sono difficili da comprendere, per questo dobbiamo aprire il nostro cuore a quello che ci chiede il Signore.
RIFLESSIONI
1. Secondo te, che differenza c'è tra la vocazione sacerdotale e quella matrimoniale? 2. Credi che sia giusto che il sacerdote dedichi la sua vita agli altri? 3. Saresti pronto ad amare e a servire i tuoi nemici? 4. Cosa
vuol dire, secondo te, servire gli altri?
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