Essere ministrante

 (Omelia di P. Gianmatteo in occasione dell' incontro dei ministranti del settore ovest della diocesi di Roma www.parrocchialasalette.it/ministranti

 

Quando Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni, hanno lasciato tutto e si sono messi a seguire Gesù, gli sono andati vicino; gli sono stati vicino e, in alcune chiese, l'altare è un po' lontano da dove siede la gente.

E allora essere ministranti significa stare veramente vicino a Gesù; così come quando, noi ministranti siamo sopra l’altare, molto più vicini alla celebrazione, molto più vicini all'ambone, cioè da dove si proclama la parola di Dio, di quanto non siano le altre persone che stanno in mezzo alla chiesa.

Essere ministranti significa quindi stare vicino a Gesù, essergli vicino, ma essergli vicino non tanto come degli spettatori; si può anche avvicinarsi a qualcuno per vedere meglio e questo il vangelo ce lo racconta anche in un altro punto, parlando di un uomo chiamato Zaccheo, che addirittura era salito sopra un albero per vedere Gesù più da vicino, dal momento che doveva passare lungo la strada dove si trovava quel albero.

Ebbene, stare vicino a Gesù, non significa solamente guardare, così come ci si avvicina per vedere meglio, per vedere meglio un film, per vedere meglio la televisione, per vedere meglio qualcosa che ci piace; stare vicino a qualcuno significa saper camminare con lui, che è un'altra cosa, un po' diversa rispetto al vedere meglio.

Quando noi stiamo vicino a qualcuno e vogliamo stare vicino a qualcuno è ovvio che se lui cammina un pochino più veloce, anche noi dobbiamo camminare un pochino più veloci; se lui si ferma, anche noi ci dobbiamo fermare, non è che possiamo continuare ad andare per conto nostro e tanti saluti. Vedete stare vicino a qualcuno significa imparare a conoscere il suo passo, significa imparare a stargli dietro, imparare un attimino a moderare quello che noi faremo subito, di istinto, mi va di correre: corro; mi va di parlare; parlo, moderando tutto questo e se lui parla io faccio silenzio, se lui si ferma io smetto di correre, oppure cerco proprio di non muovermi.

Vedete, essere ministranti, significa proprio questo, stare vicino a Gesù ed imparare a seguire il suo passo, imparare a seguire quello che lui fa, e imparare ad ascoltare quello che lui dice.

Ecco perché siamo più vicini a lui, i ministranti veramente sono più vicini a Gesù, più vicini all'altare più vicini all'ambone, non solo fisicamente, perché stanno la sopra; i ministranti sono vicini a Gesù quando imparano a seguire il suo cammino, quando imparano a vedere quello che lui fa e ad ascoltare quello che lui dice.

E allora rendiamoci conto che davvero noi siamo un pochino più vicini, ma siamo un pochino più vicini, abbiamo forse il posto in prima fila, non per fare come dice la pubblicità del cannone della rai, non per avere come abbonati il nostro posto in prima fila e guardare meglio, di solito chi guarda sta bello in poltrona seduto con le braccia conserte magari con un po' di coca cola o con qualcos'altro vicino e aspetta. No!

Chiediamo invece, ricordiamoci, portiamo nella mente e nel cuore, che se noi stiamo vicini al signore non è per vedere uno spettacolo; se noi stiamo vicini a Gesù non è per vedere la televisione; i sacramenti, la messa non sono mai la televisione,  non è un qualcosa che assomiglia alla televisione, ma ricordiamoci che siamo vicini a lui, per imparare a camminare come lui, a seguire il suo passo e ad essere attenti a quello che lui dice, a quello che lui fa e se porteremo nelle mente e nel cuore  questa realtà, probabilmente raggiungeremo due cose: il nostro servizio sarà più bello, e più bello veramente, e anche noi forse, una volta diventati grandi, potremo ricordare di essere stati ministranti, non come qualche cosa di cui non dico che bisogna vergognarsi, ma insomma qualche cosa che si mette un pochino nel cassetto, che si sta attenti a non farlo sapere, che si sta attenti a non farlo conoscere, ma sia invece qualche cosa che possiamo ricordare con gioia perché ne possiamo andare orgogliosi ne possiamo andare fieri possiamo dire di aver fatto qualcosa di veramente bello e buono.