Ministrante chi sei?

 

La parola «ministrante» definisce meglio di «chierichetto» la figura di colui che si mette a servizio del Signore e della comunità che, nella liturgia, loda, adora, ringrazia, supplica.

Non basta essere un buon ragazzo per diventare subito ministrante. Occorre anzitutto un sincero desiderio di servire il Signore, il sacerdote, l'intera comunità ... ; è necessaria una vocazione, una chiamata di Dio! Gesù può chiamare un ragazzo, un giovane ad essere ministrante quando va a catechismo, quando prega, quando ascolta la Bibbia, e può chiamarlo attraverso un compagno, il catechista, una suora, un sacerdote, i genitori...

Al sincero desiderio del cuore si devono aggiungere altre buone qualità: la preghiera, la serietà, il senso del servizio, la puntualità, l'ordine.

Al di sopra di tutto è necessario un grande amore a Gesù, con un forte desiderio di lodarlo come si conviene, e farlo lodare dagli altri.

 

Perché il ministrante deve prepararsi bene?

a) Perché ha il compito proprio di dare gloria a Dio quando sta all'altare, e poi con tutta la sua vita, in ogni momento.

b) Perché occupa un posto particolare nell'assemblea liturgica: aiuta direttamente il sacerdote a compiere il sacrificio eucaristico, è suo collaboratore «scelto».

c) Perché i fedeli devono essere edificati, non distratti, dal suo comportamento. Il ministrante con il suo esempio guida il popolo a una partecipazione attenta alla liturgia.

 

Che vuol dire essere ministranti?

Quando Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni, hanno lasciato tutto e si sono messi a seguire Gesù, gli sono andati vicino e, in alcune chiese, l'altare è un po' lontano da dove siede la gente.

E allora essere ministranti, significa stare veramente vicino a Gesù; molto più vicini, di quanto non siano le altre persone che stanno in mezzo alla chiesa.

Essere ministranti significa quindi stare vicino a Gesù, ma non come degli spettatori; si può anche avvicinarsi a qualcuno per vedere meglio.

Stare vicino a qualcuno, non significa solamente guardare; stare vicino a qualcuno significa saper camminare con lui.

Quando noi stiamo vicino a qualcuno, e vogliamo starci, è ovvio che se lui cammina un pochino più veloce, anche noi dobbiamo camminare un pochino più veloci; se lui si ferma, anche noi ci dobbiamo fermare. Stare vicino a qualcuno significa imparare a conoscere il suo passo, significa imparare a stargli dietro, imparare a moderare quello che noi faremo subito, di istinto, mi va di correre: corro; mi va di parlare: parlo; invece se lui parla io faccio silenzio, se lui si ferma io smetto di muovermi.

Essere ministranti, significa proprio questo, stare vicino a Gesù ed imparare a seguire il suo passo, imparare a seguire quello che lui fa, e imparare ad ascoltare quello che lui dice.

Ecco perché siamo più vicini a lui, non solo fisicamente; siamo vicini a Gesù quando impariamo a seguire il suo cammino, quando impariamo a vedere quello che lui fa e ad ascoltare quello che lui dice.